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messo sul sito il 17/12/2004


Questo testo è la trascrizione d’un messaggio trasmesso oralmente da Henri VIAUD-MURAT, tramite registrazione su audiocassetta. Per rispettare la spontaneità del contenuto, è stata conservata l’integralità della registrazione orale, salvo alcune minore modifiche che erano necessarie alla comprensione del testo scritto.



Vivere nella presenza dell'Eterno

Dalla riconciliazione al Luogo Santissimo



              In tutto l'Evangelo, c'è un principio spirituale costante e capitale per noi Cristiani. È la regola di tutta la Parola del Signore. Questa regola è la seguente: il Signore vuole far passare dalla morte ciò che deve risuscitare. Nasciamo nella carne e quando accettiamo Gesù come Salvatore, il Signore ci trasporta tramite il suo Spirito nei luoghi celesti in Cristo. Affinché la vita spirituale, la vita di Gesù, si manifesti in noi, occorre che tutto ciò che è naturale muoia, altrimenti ci sarà un miscuglio che il Signore non può accettare. Il Signore vuole accoglierci nella Sua presenza, ma Egli vuol vedere la purezza completa davanti a Lui. Egli è la perfetta santità. È santo e vuole accettarci nella santità con Lui. La vita in Cristo, è la perfetta santità, la perfetta purezza del cielo. Quando accettiamo Gesù come Salvatore, lo Spirito Santo viene in noi e cambia completamente la nostra vita per trasportarci in una nuova vita che non conoscevamo prima e che il Signore ci rivela per mezzo del Suo Spirito. Ma è necessario che tutto muoia prima che la vita di risurrezione si manifesti. Una vita di risurrezione non può manifestarsi fintanto che la vita naturale è ancora esistente. Noi riceviamo la vita di risurrezione tramite lo Spirito Santo in noi. Poi il Signore ci lavora attraverso il Suo Spirito, tramite tutte le circostanze della nostra vita, tramite le prove, le difficoltà, per farci comprendere che tutto quello che appartiene al passato, la vita naturale, ereditata da Adamo ed Eva, deve morire.

 

              Il Signore ha da fare con noi perché, in generale, non ha a che fare con un popolo dal collo docile. Sapete quante volte Dio parlò a Israele per dirgli : "Sei un popolo benedetto fra tutti ma hai il collo duro ! " Nel Suo infinito amore, il Signore ha permesso che Israele passi da ogni tipo di prova per spezzare il suo collo duro. È ciò che sta accadendo oggigiorno con il popolo d'Israele: il Signore permetterà che passi attraverso prove per spezzare il suo collo duro e fargli riconoscere il Messia. Vi ricordate il passo in cui Gesù piange su Gerusalemme ? Egli dice che Gerusalemme non ha riconosciuto il tempo in cui è stata visitata e a causa di questo soffrirà, verrà distrutta e non resterà più pietra su pietra. Gesù piange perché Egli sà quello che accadrà. Era venuto per portare la salvezza al Suo popolo, e il Suo popolo L'ha respinto. Non ha riconosciuto il tempo in cui era stato visitato. A causa di questo, verrà la prova. Da questa prova, da questa morte che viene, deve uscirne una risurrezione. Quando il Signore manda una prova, non è per distruggerci ma è per distruggere in noi ciò che deve essere distrutto.

 

              Quando i nostri cuori confidano nell'Eterno, che è un Dio savio, infinitamente buono e santo, che ama i Suoi figli, noi sappiamo che Colui che ha fatto la promessa è fedele e che lavora con tutti i mezzi possibili per attirarci nella Sua presenza e farci comprendere chi Egli è, quello che ha fatto per noi in Cristo. Vuole darci una piena eredità celeste, completa, una magnifica eredità!

 

              Quest'eredità non include solamente la guarigione delle nostre malattie, il parlare in lingue, i doni spirituali, cose che sono buone , che vengono da Dio e che Egli vuole vedere nelle nostre vite. L'eredità celeste, sapete che cos'è ? È Dio stesso che si rivela a noi e che ci introduce nella Sua presenza, nel luogo Santissimo. Che regalo reale ! Noi non meritiamo questo regalo! Vi ricordate che, nel Vecchio Testamento, nessuno poteva entrare nel luogo Santissimo salvo il Sommo Sacerdote, una volta all'anno, e ancora tutto tremante, col sangue dei caproni e dei vitelli. Temeva per la sua vita perché entrava nella presenza di un Dio perfettamente santo. Sapeva benissimo che nessuno poteva stare nella santità di Dio, se non era chiamato da Dio stesso in condizioni molto precise.

 

              Per noi che abbiamo di continuo la cortina strappata e la porta aperta nel luogo Santissimo, possiamo misurare, se ne abbiamo la rivelazione, quanto è grande la grazia che ci viene fatta, e quanto è grande la nostra responsabilità, di camminare nella santità del Signore. La santità del Signore, non è camminare come un monaco, la testa bassa, borbottando delle preghiere a voce bassa. Questo non è camminare nella santità del Signore. Camminare nella santità è camminare nella presenza di Dio, nella comunione col Signore, sapendo, nel nostro cuore, che non c'è niente tra Dio e noi. Tra Lui e noi, c'è solamente la Sua luce, il sangue di Gesù Cristo, una pace perfetta, una vera conoscenza del Signore.

 

              Più entriamo nella conoscenza di Dio e più le cose del passato, della terra, della vecchia natura ci ripugnano perché vediamo queste cose illuminate dalla vera luce. Bisogna avere la rivelazione della santità di Dio per essere disgustati delle cose del mondo. Se non abbiamo questa rivelazione, resteremo nella religione. Resteremo nelle cose che alla fine piaceranno alla carne, ma che non piaceranno al Signore. Il Signore non vuole vederci camminare nella religione come i farisei. Vuole vederci camminare nella Sua santità, essere "naturalmente" santi, non santi in modo ostentato o "falsi santi" ipocriti, ma una santità naturale, nella semplicità della presenza del Signore nelle nostre vite. Quando guardo Gesù vivere, camminare, parlare, vedo Dio, il Padre, manifestato in Gesù e vedo il modello per me. Dico : "Signore, Tu vuoi che io cammini nella Tua santità". Diletti, non perdiamo mai di vista che lo scopo del Signore è di introdurci nella Sua santità e di permetterci di camminare su questa terra in una giustizia e una santità che Egli solo da.

 

              Ho incontrato due tipi di Cristiani che fanno fatica ad entrare nella presenza di Dio. Prima di tutto dei Cristiani che si giudicavano completamente indegni di Dio a causa delle loro turpitudini passate, a causa della loro spaventosa vita passata. Satana è riuscito a sedurli al punto di dire : " Malgrado questa vita spaventosa che ho avuto, so bene che Gesù mi perdona, però...  E' possibile, per me, entrare nella perfetta santità del Signore con tutto quello che ho fatto ?". Poi c'è un'altra categoria di Cristiani : non hanno fatto tutte queste cose abominevoli, hanno conosciuto una "vita normale", senza essere drogati, senza aver vissuto nella dissolutezza. Satana li seduce dicendo : "Dio è venuto a cercare i poveri, i miseri, i rigettati. Tu, non ne hai fatto abbastanza per interessare il Signore. Sei troppo "normale", non sei quella pecora perduta, fai parte delle novanta nove pecore che Egli ha lasciato da parte quando è andato a cercare la vera pecora perduta."

 

              Mi rendo conto quanto Satana riesca a sedurci gli uni e gli altri per impedirci di vedere lo splendore dell'Evangelo di Cristo, di vedere che siamo tutti ammessi, dal Signore, nella Sua santa presenza sull'unica base della nostra fede in Gesù Cristo, per la potenza del Suo sangue. Se crediamo in questa giustizia perfetta che ci dà, abbiamo libero accesso nel santuario. Là, possiamo contemplare la santità di Dio e possiamo cambiare a Sua immagine poiché è questo che Egli vuole nelle nostre vite. Non vuole vederci uscire dal santuario per riprendere la nostra vecchia spoglia, la nostra vecchia natura, come Paolo la chiama. Dio vuole vederci uscire dal santuario risplendenti, come Mosé risplendeva nella presenza del Signore. Uscendo dal santuario, il viso di Mosé risplendeva a tal punto che fu obbligato a mettere un velo affinché gli Israeliti non fissassero gli sguardi su lui, un essere di passaggio sulla terra (2 Corinzi 3:13). Questa radiosa santità che Dio ci dà ; è un dono regale ! Noi possiamo averlo soltanto nella Sua presenza, nel luogo Santissimo.

 

              Nell'epistola agli Efesini, è scritto al capitolo 2 e al versetto 11 : « Perciò ricordatevi che un tempo voi gentili di nascita ». C'è una sola categoria di Cristiani : quelli che sono salvati tramite la fede in Gesù. Hanno diverse origini, che possiamo classificare in due categorie : quelli che erano ebrei prima della loro conversione e quelli che erano pagani. Ma una volta che sono in Cristo, non sono più né ebrei né pagani, diventano figli di Dio, membri della Chiesa di Gesù Cristo. « Perciò ricordatevi che un tempo (parla agli Efesini che erano dei pagani senza la legge, senza i profeti, senza la conoscenza di Dio), voi gentili di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi... ». I "circoncisi", i Giudei che sapevano che erano il popolo di Dio, dicevano che gli Efesini erano dei goïms, dei pagani, degli intoccabili, degli impuri, perché non avevano l'Iddio d'Israele, né la Sua legge. « ... eravate in quel tempo senza Cristo, estranei dalla cittadinanza d'Israele e estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo. » È terribile realizzare in quale stato eravamo prima. Vi ricordate come eravate prima, prima di conoscere Gesù ? Non realizzavamo allora in quale stato eravamo. Io, non mi rendevo conto del mio stato. Mi credevo pressappoco apposto, corretto, più che apposto addirittura. Non mi rendevo conto del mio stato perché non avevo nessuna rivelazione dal Signore, della profondità del mio peccato davanti a Dio. « senza  Cristo, estranei dalla cittadinanza, estranei... senza speranza... Ma ora, in Cristo Gesù, (siamo stati trasportati al Padre per mezzo di Gesù Cristo), voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Gesù. »

 

              Dovete capire cos'è questa grazia quando leggete questo passo ! Comprendete il suo reale significato ? Noi, che eravamo lontano da Dio, che non avevamo nessuna conoscenza della santità di Dio, della realtà di Dio, il sangue di Cristo ci ha avvicinati al Signore. Siamo i Suoi figli quando l'abbiamo accettato come il nostro Salvatore e Signore tramite Gesù Cristo ed Egli ci ha avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. « Egli infatti è la nostra pace ». I nostri peccati ci rendevano nemici di Dio ; siamo stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo, e Dio è diventato la nostra pace. Al versetto 14 : « Colui che ha fatto dei due popoli uno ». Chi sono questi "due popoli" di cui parla Paolo ? Gli ebrei e i pagani. Questi erano i peggiori nemici che il mondo possa conoscere. Guardate le persecuzioni dei Giudei ! Sappiamo che dietro la persecuzione c'era Satana, ma le persecuzioni contro gli ebrei sono state condotte da coloro che gli ebrei chiamavano "pagani". Per gli ebrei, anche i Cristiani sono dei pagani. Tra ebrei e pagani, non poteva eserci peggior inimicizia. Dunque, è un miracolo straordinario realizzare che in Gesù Cristo,  questi due nemici che erano tuttavia fratelli nella carne per Adamo ed Eva, Dio li ha resi fratelli in Gesù Cristo e li ha riconciliati.

              

              Pensate voi che la potenza dello Spirito Santo può fare la stessa cosa tra marito e moglie ? Tra due fratelli della stessa chiesa o due sorelle della chiesa di Gesù Cristo che erano, nella carne, i peggiori nemici ? Sapete, non ci sono peggiori nemici che un marito e una moglie che non vanno d'accordo o due fratelli che non vanno d'accordo. Sono i peggiori ! Le guerre civili sono le peggiori, le guerre fratricida sono le peggiori. Questi due, ebrei e pagani, nemici nella carne, sono stati avvicinati  per mezzo del sangue di Cristo per fare dei due popoli uno. Nel piano del Padre, è così. Se non è il caso nella chiesa e se ci sono tanti dissensi, dispute, questo è perché non abbiamo realmente capito ciò che Dio ha fatto. Non parlo dei casi in cui bisogna intervenire, in cui bisogna dire la verità, in cui bisogna separarsi da quello che è impuro. E anche in questi casi, questo non implica che si debba avere il cuore pieno di odio, di risentimenti, di collera. Anche quando Gesù parlava ai farisei con severità, sono certo che era ripieno di amore per essi, che sentiva il loro bisogno di essere salvati. Se Egli parlava loro così, era per spezzare questo guscio religioso che era così duro. Tutti questi nemici sono stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. Noi dunque che siamo il corpo di Cristo, il Signore vuole che siamo uno come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono uno. Ciò è possibile solamente se comprendiamo, tramite la rivelazione del Signore, quello che Dio ha fatto, questa grazia che ci ha dato di riconciliarci con Lui, di riconciliarci gli uni con gli altri per mezzo del sangue di Cristo.

 

              Bisogna entrare in questa grazia ! Guardate quello che è scritto al versetto 8 : « Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi,  è il dono di Dio. » La riconciliazione non viene da noi, è il dono di Dio ! La riconciliazione non viene da noi, perché da noi stessi, è umanamente impossibile riconciliarci con le persone che ci hanno fatto tanto soffrire. Ma se comprendiamo la grazia del Signore e quello che ha già compiuto in Cristo, guardiamo questa grazia con gli occhi aperti, la prendiamo per fede ed entriamo nella riconciliazione. Diletti, occorre essere un popolo riconciliato. Questo inizia nella nostra casa. Insisto nella nostra casa perché so che è qui che incomincia la divisione della chiesa. E' nelle case, al livello dei fratelli e sorelle più stretti, nello stesso gruppo, nella stessa chiesa, è li che Satana incomincia a lavorare con il massimo delle sue truppe, delle sue forze. Là dove c'era la riconciliazione, Satana mette la divisione ed annulla la potenza del sangue di Cristo tramite le sue manovre, le sue cattive idee che manda, con i suoi pensieri contrari alla Parola di Dio. Se non ci controlliamo, se non vegliamo, saremo trascinati lontano dalla riconciliazione che Dio vuole vedere nelle nostre vite : riconciliati con Dio, riconciliati per quanto è possibile coi nostri nemici. Se i miei nemici non vogliono riconciliarsi con me, è affar loro, ma io sono riconciliato con tutti i miei nemici, anche quelli che non hanno voluto riconciliarsi con me. Per quanto mi riguarda, sono riconciliato con loro. Non voglio partecipare ai loro peccati se peccano, ma non ho niente contro di loro. Grazie Signore ! Ha messo la Sua pace nel mio cuore.

 

               « Egli ha demolito il muro di separazione. » Conoscete dei muri di separazione? Avete già visto un muro di separazione tra fratelli e sorelle ? Avete vissuto la difficoltà di una reale comunione fraterna, di una reale comunione tra marito e moglie, fratello e sorella in Cristo ? Ovviamente parlo di marito e moglie   convertiti. Se uno dei due non è convertito, non c'è comunione possibile ma, tra fratelli e sorelle convertiti, conoscete la reale comunione dello Spirito Santo ? Se questa comunione non è realizzata o se non è possibile in certe situazioni, questo è perchè non abbiamo ricevuto la rivelazione del ministero di riconciliazione che Dio ci ha dato. Avete notato quanto sia sempre facile voltarsi verso l'altro per accusarlo di tutte le nostre disgrazie ? "Ah! se avessi una moglie che mi capisse meglio ! Se avessi un marito che potesse essere più sensibile ai miei bisogni !" Questo torna sempre a nostro favore !  "Gli rimprovero di non capirmi : se sono infelice è perché lui, o lei, non mi capisce." E questo torna ancora a nostro favore ! Se lei, o lui, non mi capisce, ho capito io il Signore ? Ho io compreso il Suo piano? Sono io ripieno del ministero di riconciliazione per non coprirlo più di rimproveri o di consigli "spirituali" ? Sono ripieno di questo ministero per essere sensibile ai suoi bisogni, al suo accecamento ? Se siete più spirituale dell'altro, vuol dire che avete fatto un passo più avanti con Gesù, che vedete più chiaro. Potete dunque vedere meglio l'accecamento dell'altro. Se potete vedere meglio l'accecamento dell'altro, potete intercedere con efficacia affinché la sua intelligenza si apra. Siete, in quel momento, nella posizione del vincitore, siete in posizione di intercessione per colui che è meno avanzato di voi nella rivelazione. È un ministero glorioso ! È il ministero di Gesù che è la luce perfetta che vede tutti i nostri problemi, i nostri difetti e che intercede per noi.

 

               Andiamo avanti in Efesini 2, alla fine del versetto 15 : « Per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo ». In Giovanni 17, al versetto 23 Gesù disse : « Affinché siano uno, come noi siamo uno. » Quando sono in certe riunioni cosidette di unità cristiana, è una cosa da far piangere : ci si riunisce una volta all'anno, nella settimana dell'unità. Si riuniscono due o tre chiese semplicemente per il fatto di riunirsi perché occorre che l'unità nel corpo di Cristo venga vista. Questo è dell'ecumenismo completamente superficiale, non voglio giudicare, ma ben spesso, lo sento così. Giudico nel senso spirituale, dico : "Signore, ciò Ti rattrista profondamente !"  In effetti, nella pratica, quando si scava un poco, si vede a che punto la vera unità di Gesù non è manifestata. È semplicemente alla superficie, basta la minima difficoltà un po' seria per fare uscire tutto quello che c'è sotto. Una volta passata l'esaltazione della riunione e dei bei cantici, tutto risale in superficie.

 

              Se camminassi costantemente nell'unità con il mio Padre celeste, se la mia unità con Dio fosse reale, potrei riconoscere immediatamente coloro che sono anche in quest'unità con Dio, ed essere immediatamente in comunione con essi, senza una parola. Quando viviamo la presenza di Dio, la sentiamo anche negli altri. Ecco la base dell'unità: avere compreso il ministero di riconciliazione e viverlo, senza parola. Parliamo troppo, parliamo troppo ! Quando vivi l'amore di Cristo, risplendi della presenza del Signore e fai del bene agli altri. Non è una moltitudine di parole che cambierà qualche cosa, è semplicemente la qualità della vita di Cristo che passerà attraverso te che farà del bene nel tuo silenzio. Anche se si può apprezzare un silenzio ripieno di Dio, ci sono anche dei silenzi pesanti perché Dio non ci sta.  Quando un silenzio è ripieno di Dio, non c'è bisogno di parlare. Non c'è bisogno di occupare il tempo con le chiacchere, non c'è bisogno di scaldare l'auditorio. Dio c'è ; ci inchiniamo e L'adoriamo e diciamo : "Grazie Signore" e quando una parola esce, esce naturalmente, dal profondo del cuore.

 

               «  ... e per riconciliare ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l'inimicizia in se stesso. » L'inimicizia, sono i cattivi sentimenti che possono esserci tra gli uni e gli altri : uno sguardo di traverso, una parola  di traverso, ed ecco l'inimicizia  perché la Croce non è piantata.

 

              « Ed Egli venne per annunciare la pace a voi che eravate lontani (nel passato), e a quelli  che erano vicini. » Gli uni erano lontano, gli altri erano vicino, ma nessuno era nella presenza di Dio. Non si tratta di essere vicino a Dio, si tratta di essere nella Sua presenza. Quelli che sono dietro la porta, vicino, e quelli che sono ad un chilometro dalla porta, si trovano finalmente nella stessa situazione, se non sono nella casa di Dio, nella Sua presenza. Se non sei nel luogo Santissimo, non sei nella presenza del Signore.

              

              « Poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito. » Quando Dio si rivelò a Israele, il Suo popolo, Egli disse : "Mi farai un santuario, affinché io abiti in mezzo a voi.". Per primo, fu in una tenda, la tenda del Tabernacolo. Dio si è preso la briga di scendere e di venire ad abitare in questa piccola tenda, nel mezzo delle tribù d'Israele. Era li che veniva a parlare a tu per tu con Mosé, il Suo servitore. Più tardi, quando il tempio di Salomone è stato costruito, vi era un luogo che si chiamava il Luogo Santissimo dove l'arca era depositata. Era li, nel Luogo Santissimo che Dio rimaneva. Sapete dove Dio rimaneva esattamente? Rimaneva tra i due cherubini al di sopra del propiziatorio. Dio disse a Mosé : "Mi costruirai un'arca, la coprirai d'oro puro, costruirai un propiziatorio." Era un piccolo coperchio, un piccolo vassoio da poco, che misurava 1,50 metri per 75 centimetri, non era qualche cosa di grandioso. Noi, gli uomini, avremmo costruito qualche cosa di grandioso, avremmo fatto qualche cosa di più pacchiano." Era un piccolo baule di 1,50 metri per 75 centimetri di larghezza, un piccolo vassoio in oro, con due cherubini d'oro lavorati con il martello, di un sol pezzo. Dio disse : "Là , tra i due cherubini, io ti parlerò e ti incontrerò".

 

              Leggiamo in Esodo 25, al versetto 10 : « Faranno dunque un'arca di legno di acacia. » Sapete cos'è l'acacia ? È un albero spinoso, non è un albero gradevole al tatto, potremmo farci male alle mani. Questo legno di acacia spinoso ci ricorda la Croce, la corona di spine del Signore... « lunga due cubiti e mezzo, larga un cubito e mezzo (due cubiti e mezzo fanno 1,25 m). La rivestirai d'oro puro, la rivestirai di dentro e di fuori ; e sopra le farai una ghirlanda d'oro, che giri tutt'intorno. » Questo legno che rappresenta la Croce, era interamente coperto d'oro all'interno e all'esterno. L'oro rappresenta la santità del Signore. Questa santità era all'interno e all'esterno.

              

              Poi al versetto 16 : « E nell'arca metterai la Testimonianza che ti darò. » Sappiamo che nell'arca, c'erano le tavole della legge, un vaso con la manna e la verga di Aronne che aveva fiorito mentre era secca. Tutto questo rappresenta la presenza vivente di Dio. La Parola vivente di Dio rappresenta la vita eterna del Signore. La Parola, la legge del Signore; tutto era nel tabernacolo.

 

              Al versetto 17 : « Farai anche un propiziatorio d'oro  puro. » Essere propizio vuol dire essere favorevole ; il propiziatorio era dunque una parte essenziale del tabernacolo. È li che il sangue veniva versato quando il sommo sacerdote entrava per versare il sangue del sacrificio ed era a causa di questo sangue versato che Dio era propizio al Suo popolo. Al versetto 18 : « Farai quindi due cherubini d'oro ; li farai lavorati al martello alle due estremità del propiziatorio ; fa' un cherubino a una delle estremità e un cherubino all'altra estremità ; farete i cherubini di un sol pezzo col propiziatorio alle sue estremità. E i cherubini avranno le ali spiegate in alto, in modo da coprire il propiziatorio con le loro ali, saranno rivolti l'uno verso l'altro, mentre le facce dei cherubini saranno volte verso il propiziatorio. Metterai quindi il propiziatorio in alto, sopra l'arca ; e nell'arca metterai la Testimonianza che ti darò. »

 

              In  Apocalisse 12, al versetto 11, è scritto : « Ma essi l'hanno vinto per mezzo del sangue dell'Agnello e per mezzo della parola  della loro testimonianza », essa è la Parola di Dio vivente nelle loro vite. Leggiamo il seguito in Esodo 25, versetto 22 : « Là io ti incontrerò, e da sopra il propiziatorio fra i due cherubini che sono sull'arca della Testimonianza, ti comunicherò tutti gli ordini che avrò da darti per i figli d'Israele. » In questo brano, diletti, c'è per noi, qualche cosa che deve darci una rivelazione sul modo in cui Dio vuole parlarci, noi che siamo i suoi figli nella Nuova Alleanza. Vuole introdurci nel Luogo Santissimo della Sua presenza. Non un solo uomo, una volta all' anno ma tutti i Suoi figli, senza distinzione. Vuole parlarci faccia a faccia come lo faceva con Mosé ma occorre che veniamo davanti all'arca, nel Luogo Santissimo.

 

              Nessuno può essere ammesso nella presenza di Dio senza la santità di Gesù nella sua vita. Se sei un Cristiano che vivi con leggerezza e dici : "Il Signore perdona, sì pecco ma il Signore perdona", non entrerai mai nel Luogo Santissimo per parlare col Signore. Lui non ti parlerà mai. Se senti una voce, non sarà la voce del Signore, sarà la seduzione. Il Signore vuole che entri nella Sua presenza, nel Luogo Santissimo. Quando ricevi questa santità, è un dono gratuito che ti è dato per la fede in Gesù. Non è un diploma finale per una carriera di quarant' anni di evangelista ; questo dono gratuito che ti viene dato, è la giustizia del Signore per la fede in Lui. Entri nella Sua presenza con certezza ma anche tremando. Con certezza ma anche tremando ! Ciò può sembrare contraddittorio. Ho la certezza perché ho fede nella potenza del sangue che è stato versato sul propiziatorio celeste. È li, fra i due cherubini, che Dio mi è propizio perché entro nelle buone disposizioni così Dio le ha previste. Li, Egli mi parlerà.

 

              Abbiamo bisogno di sentire la voce del Signore, ho bisogno di sentire la voce del Signore tutti i giorni. Notate che la voce del Signore si faceva sentire tra i due cherubini. Chi sono questi due cherubini? Sono degli esseri celesti che sono stati creati certamente senza peccato, che vivono senza peccato e che sono continuamente davanti al trono di Dio per cantare le lodi della Sua gloria e magnificare l'Iddio d'Israele. Sono degli esseri perfettamente puri e santi. È forse un'interpretazione che potete giudicare audace, ma in un senso, possono rappresentare anche quelli che sono stati perfettamente santificati dal sangue di Gesù. I cherubini non hanno mai peccato e non hanno bisogno di essere salvati ma poiché sono degli esseri spirituali puri, senza peccato, possono rappresentare anche ciò che noi diventiamo in Cristo, quando ci avviciniamo al Signore poiché niente di impuro può essere ammesso nella Sua presenza. Il cherubino rappresenta ciò che è puro nella creazione celeste. Noi che siamo figli di Dio, se penetriamo nella pienezza della fede, il cuore purificato, nel Luogo Santissimo, noi siamo, in qualche modo, come questi cherubini che sono puri e senza macchia, per la fede in Cristo. Questo ci viene dato come un dono gratuito. Questi due cherubini sono rivolti l'uno verso l'altro mentre le loro facce sono volte verso il propiziatorio cioè là dove il sangue è stato versato. C'è una corrispondenza tra questo tempio terrestre e il tempio celeste che è la casa del Signore nei cieli. Poiché questo tempio è stato fatto secondo le istruzioni del Signore sulla terra, ciò corrisponde ad una realtà spirituale nella quale Gesù è entrato. « Gesù entrò una volta per sempre nel santuario (del tabernacolo celeste, questo è scritto nell'epistola agli Ebrei, al capitolo 9 ed al versetto 12) non con sangue di capri e di vitelli, ma col proprio sangue. » Gesù ha versato il Suo sangue sul propiziatorio del tabernacolo celeste. È li, grazie al sangue di Gesù, fra i due cherubini, se mi avvicino con certezza e tremando, che il Signore può parlarmi faccia a faccia ; io posso vivere nella Sua presenza e nutrirmi della Sua presenza.

 

              Come dicevamo poco fa, quelli che erano lontano, quelli che era vicino, quelli che erano, in ogni caso, antagonisti, nemici, sono stati avvicinati. Formano un solo corpo, grazie al sangue di Cristo. Vedete questi due cherubini in oro : sono rivolti l'uno verso l'altro. In generale, sono spesso gli avversari che sono rivolti l'uno verso l'altro, due lottatori, due pugili e non li vedrete mai lottare schiena contro schiena o in parallelo, sono rivolti l'uno verso l'altro. Di questi nemici, adesso Dio ne ha fatto due esseri perfettamente uniti. Questi due cherubini sono rivolti l'uno verso l'altro ma le loro facce sono volte verso il propiziatorio, essi possono anche rappresentare questa unità celeste che esiste nel cielo, al livello di tutti gli esseri celesti e che deve esistere anche al nostro livello se siamo nello Spirito del Signore. Rappresentano questa unità meravigliosa nella presenza del Signore ; non c'è divisione. Avete due cherubini che sono rivolti l'uno verso l'altro, formano perfettamente un unico corpo, non vi è alcun ombra di animosità tra essi. Sono nella santa presenza di Dio. Sono rivolti l'uno verso l'altro ma i loro sguardi sono volti li dove il sangue è stato versato ed è là che il Signore ci fa penetrare in questa perfetta unità del corpo di Cristo. Quando c'è divisione tra marito e moglie o tra un fratello e una sorella nella chiesa, questo significa che i due non sono al posto dei due cherubini. Se i due ci fossero, sarebbero nell'unità perfetta e nella presenza di Dio. Non sono al posto che Dio chiede loro di occupare.

 

               Occorre dunque che ciascuno esamini se stesso e dica : "Signore, voglio avvicinarmi al Tuo propiziatorio perché il sangue di Gesù mi ha reso propizio agli occhi Tuoi. Voglio avvicinarmi ma nella situazione di questi cherubini, cioè con un cuore purificato nella pienezza della fede nel sangue di Gesù e nella pace che Tu dai. Con mio fratello di fronte a me o mia sorella di fronte a me, so che siamo uno, perché siamo nella stessa posizione davanti a Te. Abbiamo lasciato perdere tutto ciò che è carnale. Abbiamo considerato molto bene la tua Parola che ci dice che tutto questo è stato distrutto dalla morte di Gesù Cristo . Tutto ciò è rimasto nel sepolcro. Quando Gesù è morto, siamo morti con Lui. Tutto quello che è carnale, tutto quello che è del passato, è morto in Cristo, siamo delle nuove creature in Cristo. Tutte le cose vecchie sono passate, ogni cosa è diventata nuova in Cristo ed eccoci, nella Tua presenza. Siamo passati tramite una morte e una vera risurrezione."

 

              A questo punto, c'è l'amore e c'è l'unità. C'è la riconciliazione come Dio la vuole, una riconciliazione che passa da una morte personale dell'uno e dell'altro. Non si tratta di dire all'altro : "Tu non sei morto!" Si tratta di dire : "Io, Signore, devo morire." Mediante questa porta che è Gesù Cristo, niente di impuro può passare. E tutto ciò che è puro c'è dato da Dio, è un dono di Dio. Non abbiamo nessuna scusa se cerchiamo di entrare nel Luogo Santissimo provando a forzare la porta (del resto non ci riusciremmo) mentre viviamo ancora nell'impurità, nel peccato ed in tutte quelle cose che non abbiamo accettato di sistemare.

              

              Tutto è per fede in Cristo. Il Signore ci ama come siamo. Siamo i  Suoi piccoli fanciulli, ma non vuole vederci restare là dove siamo. Se non sono ancora nella Sua presenza nel Luogo Santissimo, Egli opererà nella mia vita con ogni tipo di mezzo, comprese le prove e le difficoltà. Le ha previste nel Suo amore per spezzarmi e permettermi di vedere che c'è ancora un lavoro che deve essere fatto affinché possa vivere nella Sua presenza e restarci.

 

              Quando il tempio di Salomone è stato costruito, il posto dei cherubini è stato cambiato. Leggiamo questo brano in 2 Cronache 5, al versetto 1: « Cosi fu ultimato tutto il lavoro che Salomone fece eseguire per la casa dell'Eterno. » Salomone radunò tutto lo popolo e decise di fare una grande festa per la dedica del tempio. Al versetto 6, è scritto : « Il re Salomone e tutta l'assemblea d'Israele, radunata attorno a lui, si raccolsero davanti all'arca e immolarono una tale quantità de pecore e di buoi che non si potevano né contare né calcolare. I sacerdoti portarono quindi l'arca del patto dell'Eterno al suo posto, nel santuario del tempio, nel luogo santissimo, sotto le ali dei cherubini. Il cherubini infatti stendevano le loro ali sopra il luogo dell'arca e coprivano dall'alto l'arca e le sue stanghe. » Al capitolo 3 e al versetto 11, dettaglia il modo di cui i cherubini erano riposti : « L'apertura alare dei cherubini era di venti cubiti ;  (cioè circa dieci metri di lunghezza) un'ala di un cherubino, lunga cinque cubiti, toccava la parete del tempio, mentre l'altra ala, pure lunga cinque cubiti, toccava l'ala del secondo cherubino. »

 

              La disposizione dei due cherubini era differente. Non so se sul propiziatorio c'erano ancora i due piccoli cherubini che erano rivolti l'uno verso l'altro, è possibile. In ogni caso, nel Luogo Santissimo del tempio, avevano posto due cherubini ricoperti d'oro che avevano entrambe le ali distese, una accanto all'altra. L'ala del primo toccava il muro, le due ali del mezzo si toccavano e l'ala del secondo toccava il muro. Coprivano così l'arca che era davanti a loro. Non erano più rivolti l'uno verso l'altro, erano fianco a fianco e si toccavano. Per me, è la rappresentazione perfetta dell'unità dello spirito. Quando siamo fianco a fianco, guardando nella stessa direzione, cioè nella santità del Signore, toccandoci in un atto di amore e di unità, significa che il Signore ha compiuto il Suo piano. Non siamo più rivolti l'uno verso l'altro, come vecchi nemici; guardiamo, tutti e due, nella direzione del Signore e  ci tocchiamo con  la punta delle ali, nel Luogo Santissimo.

 

              Tutto ciò mi interpella. Questo mi dimostra a qual punto il Signore vuole lavorare nelle nostre vite per farci passare attraverso una vera morte e attraverso una vera risurrezione. Non stupiamoci se ci sono cose difficili nelle nostre vite dove ci sembra che scendiamo sulla strada della morte, dove talvolta tutto sembra crollare, dove ci sono delle difficoltà, addirittura delle malattie, mentre Gesù ci dice: Per le mie lividure, voi siete stati guariti. Non stupiamoci nelle situazioni inestricabile in cui ci ritroveremo abbandonati da tutti, incompresi, respinti. Avete forse vissuto in parte o in totalità queste cose che ho appena descritto ma il Signore vuole che passiamo da lì.

 

              Il Signore vuole che passi da ogni tipo di prova, di tribolazione e di difficoltà affinché possa vedere quello che c'è in fondo al mio cuore. Egli lo vede, io no. Dio ha permesso che gli Israeliti attraversino un deserto cocente, passando dalle difficoltà, dalle prove, tutti i giorni. È scritto in Deuteronomio 6 e Deuteronomio 8, che il Signore voleva vedere ciò che c'era in fondo ai loro cuori. Certamente, lo vedeva, ma voleva che tutto esca. Se tutto va bene nella tua vita, se sei benedetto da Dio tutti i giorni, come è condiviso nel cristianesimo abituale, cioè se sei ricco, in buona salute, se tutto va bene, se hai un buon marito, una buona moglie, dei buoni figli che non sono ribelli, un buon lavoro, una buona chiesa, se hai solamente queste cose dall'inizio della tua vita cristiana, sei incapace di sapere ciò che c'è in fondo al tuo cuore, incapace ! Bisogna che la difficoltà si presenti davanti a te affinché tu veda ciò che esce dal fondo del tuo cuore. Quello che esce dal fondo del tuo cuore è la santità di Dio perché vivi nella presenza del Signore? Se questo è il caso, gloria a Dio, grazie Signore ! Hai capito che è nella santità della presenza di Dio che sei riempito della Sua vita e che potrai scaricare sugli altri l'amore, la pace, la gioia, il frutto dello spirito. Se nella difficoltà verà fuori  l'amarezza, l'irritazione, la critica, la collera, l'animosità, non puoi dire che sei unito a tuo fratello, a tua moglie, a tua sorella, nella presenza del Signore.

 

              Dio ti ama, diletto, ti ama d'un amore eterno e vuole vedere la natura di Gesù manifestarsi in te. Occorrerà che tu passi dalla morte, una morte completa nella quale ti troverai forse alle porte della morte reale per potere fare onestamente il punto davanti al Signore e dire : "Signore, accetto che Tu faccia la Tua opera in me affinché la Tua vita di risurrezione ne esca fuori." Non si tratta di cadere in un buco senza fondo, da dove non si possa mai uscire ! Quello è l'inferno. Siamo figli del Signore, si tratta di passare da una morte vera nella quale tutto ciò che è carnale sparisce e di poter infine avere delle inspirazioni che corrispondono a quelle di Dio. Innanzitutto, desidererò entrare nel Luogo Santissimo per vivere nella Sua presenza e smettere di ricercare l'una o l'altra benedizione mentre non ho messo il Signore e la Sua santa presenza al primo posto. " Signore Gesù, desidero entrare nel Luogo Santissimo, conoscerTi, sentire la Tua voce. Desidero vivere nella santità della Parola di Dio, essere riempito, ricolmo della Tua gloria, del Tuo Spirito, uscirne il viso raggiante; essere interamente raggiante della Tua presenza per potere riversare sugli altri quello che mi hai dato. Signore, ecco il desiderio del fondo del mio cuore, ed io so che tutto il resto mi verrà sopraggiunto."

 

              E' scritto in Ebrei 11, al versetto 13 : « Tutti costoro sono morti nella fede, senza aver ricevuto le cose promesse ma, vedutele da lontano, essi ne furono persuasi e le accolsero con gioia. » Non hanno visto il compimento della promessa, di certe promesse, tuttavia sono stati guariti dalle loro malattie per fede, hanno vinto dei regni per fede, hanno vinto delle bestie feroci per fede. Per fede, hanno conquistato dei paesi interi, per fede hanno visto la risurrezione, per fede delle donne hanno visto la risurrezione dei loro bambini. È scritto :  "Sono morti senza aver ricevuto le cose promesse". Quale cose promesse? Quelle che ci sono state date, a noi che siamo arrivati alla fine dei tempi, per la conoscenza di Gesù e l'entrata nel Luogo Santissimo. Non avevano ancora quelle cose, avevano queste promesse, ma non hanno visto il loro compimento, le hanno vedute da lontano.

 

              Noi, che abbiamo la grazia di avere la porta del Luogo Santissimo continuamente aperta, non trascuriamo una grazia cosi grande, vivendo ancora troppo nella carne, nel mondo, nei pensieri del mondo, nelle preoccupazioni di questo secolo, nella ricerca delle cose di questo secolo, o nella ricerca di benedizioni divine che passerebbero in primo piano ? Mentre quello che Dio vuole, è che io trascorri la mia vita nella Sua presenza e che sia trasformato alla Sua immagine. Tutto questo deve rimettere in discussione la mia vita, ma nella speranza. Se dico queste cose, non è per gettarvi nella depressione, ma per spingerci a dire : "Signore, ho veramente capito che non avevo fatto delle Tue priorità, la mia priorità. Le tue priorità sono di portarmi nella Tua presenza affinché ci resti."

 

              Nel libro dell'Apocalisse è scritto al capitolo 3, al versetto 12 : « Chi vince io lo farò una colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non uscirà mai più fuori ; e scriverò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che scende dal cielo da presso il mio Dio, e il mio nuovo nome. » Che cosa era scritto sulla fronte del Sommo Sacerdote ? « Santità all'Eterno. » Gli veniva chiesto di non abbandonare la santità dell'Eterno. Il popolo poteva permettersi certe cose ma al sacerdote, il Signore non permetteva niente. « Egli non si contaminerà... perché porta sul capo il segno della sua consacrazione a Dio » (Numeri 6:7). Non aveva il diritto di contaminarsi, neppure se si trattava di suo fratello morto, non aveva il diritto di toccare ciò che era impuro. Era il Sommo Sacerdote. Noi siamo Sommi Sacerdoti in Cristo, dobbiamo dunque vivere costantemente a favore del sangue di Gesù Cristo, a favore della fede nella Sua opera perfetta e assicurarci della Sua presenza giorno e notte, mattina e sera, se viviamo nel Luogo Santissimo.

 

              Non credete che sia una cosa impossibile, è completamente possibile perché la porta c'è stata aperta tramite il sacrificio di Gesù e per mezzo della Croce. Ma questo richiede un atto di fede da parte nostra. Dobbiamo riconsiderare il modo in cui viviamo. Dobbiamo dire : " Signore, adesso insegnami a camminare non semplicemente nell'ubbidienza perché bisogna ubbidire, ma nella Tua presenza, Signore. Nella Tua presenza, dove posso ascoltare la Tua voce in quanto pecorella, dove posso ricevere la Tua saggezza, dove posso ricevere la risposta alle mie domande."

 

              Lo scopo del Signore è di farci tutti entrare nella Sua presenza dove potremo tutti, personalmente, udire la Sua voce in un modo che non abbiamo mai udito. Certamente, quando leggete la Parola, sentite la Sua voce, potete ricevere un pensiero da parte dal Signore. Ma parlo di udire la Sua voce, nel senso di sapere che camminiamo nella presenza dell'Eterno, nella pace di Dio e nella comunione con Gesù. Questo è  quello che Dio vuole per te. Quando sei in questa posizione, hai la saggezza di Dio, hai la conoscenza delle cose che Dio ti rivela. Quando siamo penetrati in questa santità, non c'è più niente di impuro, diventiamo sensibili a tutto ciò che è carnale, tutto ciò che è impuro, tutto ciò che è seduzione ; ci rendiamo conto di queste cose. Più entrate nella presenza di Dio, più vi rendete conto delle cose che non sono la presenza del Signore. Il problema di molti Cristiani è che sentono troppo spesso una voce diversa da quella del Signore, non hanno abbastanza udito la vera voce del Signore. Gesù ha detto: " Le mie pecore udranno la mia voce. " Mi impadronisco dunque di questa promessa e dico : "Signore, voglio sentire la Tua voce. È li, fra i due cherubini sul propiziatorio, che voglio sentire la tua voce."

 

              In 2 Cronache, alla fine del capitolo 5, quando tutto è stato messo al suo posto e che tutti si sono messi a lodare il Signore, nella santa presenza dell'Eterno, è scritto, al versetto 13 : « E quando i trombettieri e i cantori come uno solo fecero udire all'unisono la loro voce per lodare e celebrare l'Eterno e alzarono la voce al suono delle trombe, dei cembali e di altri strumenti musicali e lodarono l'Eterno : 'Perché è buono, perché la sua benignità dura in eterno', avvenne che la casa , la casa dell'Eterno, fu riempita da una nuvola. » La Shekina, la gloria di Dio riempiva la casa. « e i sacerdoti non poterono rimanere ." Vi rendete conto ? Ma noi, possiamo rimanervi  se siamo nella buona posizione. « I sacerdoti non poterono rimanere a servire a motivo della nuvola, perché la gloria dell'Eterno riempiva la casa di Dio. »

 

               Diletti, la casa di Dio, sei tu e sono io. La casa di Dio, è la chiesa del Signore Gesù dove voglio vedere la gloria di Dio manifestarsi, la vera gloria dell'Eterno nella santità. E se ci sono gli strumenti di musica e canti di lodi, tutto è nella santità del Signore, nella Sua presenza. Che Lui possa condurci perché lo vuole. Se so che Egli vuole qualche cosa, e se sono deciso a volere ciò che Egli vuole, farà quello che è necessario per farmi entrare. Il Signore vorrebbe che fossimo seri con Lui, che smettessimo di fare un passo in avanti e a volte due passi indietro. È pronto ad aiutarci in tutte le nostre cadute, in tutte le nostre debolezze, ma vuole darci una rivelazione tale della Sua presenza che non desidereremo mai più partire e lasciare la Sua presenza. « Io abiterò nella casa dell'Eterno per lunghi giorni. » (Salmo 23:6).

 

              Signore, quello che il mio cuore desidera è : la Tua presenza manifestata, sentire realmente la Tua voce, seguire la Tua Parola in Spirito e in Verità. Signore, so che Tu hai aperta questa grazia, per fede in Gesù Cristo, ma ti prego veramente che, per il tuo Spirito, Tu ci faccia comprendere queste cose. Facci realizzare quest'opera grandiosa che hai compiuto. Che possiamo entrare veramente e possiamo vivere nella Tua presenza tutti i giorni della nostra vita. Hai detto, tramite la bocca del tuo profeta che Colui che verrà, ci libererà dai nostri nemici e che una volta liberati dai nostri nemici, potremmo, per fede in Lui, camminare tutti i giorni della nostra vita nella giustizia e nella santità che Tu dai. Signore, è il desiderio del mio cuore, è il desiderio del cuore di tutti i tuoi figli e ti prego di farci andare più lontano nella Tua presenza. Fin da questa sera, Signore, che Tu possa parlare ai nostri cuori. Che Tu faccia luce su tutto quello che vuoi togliere dalle nostre vite per ammetterci pienamente nella Tua santa presenza. Sii benedetto per il sangue di Gesù. Sii benedetto per la potenza di questo  perfetto sacrificio. Sii benedetto Signore, per la santità che ci dai, per la fede in Cristo. Mi prosterno e ti adoro Dio d'Israele, ti glorifico, ti benedico. Aiutaci tutti, Signore, liberaci da ogni laccio, da ogni scaglie nei nostri occhi, da ogni oppressione del nemico, di tutto ciò che lui ha voluto mettere sulle nostre vite per impedirci di vedere brillare lo splendore del tuo Vangelo. Padre Santo, fa' questo lavoro, togli i veli, fa' brillare la tua luce nei nostri cuori. Fortificaci nella fede nella tua Parola, glorificati per il compimento delle tue promesse nel nome di Gesù, Padre mio. Amen ."