I98  Sorgente di Vita - http://www.sourcedevie.com


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messo sul sito il 02/06/2004


Questo testo è la trascrizione d’un messaggio trasmesso oralmente da Henri VIAUD-MURAT, tramite registrazione su audiocassetta. Per rispettare la spontaneità del contenuto, è stata conservata l’integralità della registrazione orale, salvo alcune minore modifiche che erano necessarie alla comprensione del testo scritto.



Il mio Dio vuole che controlli in ogni tempo ogni parola che esce dalla mia bocca



 

 

 

            Quando ho chiesto al Signore di quale argomento avrei dovuto parlare questa sera, la risposta è stata abbastanza veloce. Il Signore ha messo nel mio cuore il desiderio di parlare della parola. Non della Parola di Dio in particolare, ma della parola che esce dalla nostra bocca. Cosa dice il Signore sul modo di utilizzare la nostra lingua ? Quali sono gli effetti delle nostre parole sulla nostra stessa vita e sulla vita di coloro che ci circondano ?

 

            Comincerò col citarvi questo primo versetto espresso proprio dalla bocca di Gesù, in Matteo 12 al versetto 37. Il Signore Gesù parla ai Suoi discepoli, quindi Egli parla anche a noi : "Poiché in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato". Notate come il Signore punta anche sulle parole. Ovviamente, sappiamo che le nostre azioni sono importanti e che quello che pensiamo nel cuore è importante perché Dio vede i pensieri dei cuori. Ma qui, il Signore dice una cosa importante: "In base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato", o (" dannato"). Dunque come vedete le nostre parole hanno un potere di salvezza ed un potere di condanna. Quello che diciamo è veramente importante. Dobbiamo far attenzione alle nostre parole affinché pronunciassimo soltanto quelle che ci giustifichino e nessuna che ci condanni. Occorre in ogni caso prendere coscienza che certe parole che pronunciamo sono parole che ci condannano. Lo Spirito Santo deve renderci sensibili a questo affinché possiamo confessarlo al Signore e chiedere che il sangue di Gesù cancelli sui libri che sono scritti lassù, tutte le parole che potrebbero condannarci.

 

            Nel cielo, ci sono angeli che scrivono nei libri di Dio tutte le azioni, i pensieri e tutte le parole degli uomini. E su quelle pagine celesti solo il sangue di Gesù può cancellare le cattive azioni, le cattive parole ed i cattivi pensieri che possiamo dire o fare. Ma bisogna confessarli. Bisogna confessare i nostri peccati al Signore. Se confessiamo i nostri peccati al Signore, il sangue di Gesù cancella tutti i nostri peccati. Lo Spirito Santo vuole mostrarci quali sono le parole cattive che pronunciamo, quelle che rischierebbero di condannarci nel giorno del giudizio. Lo Spirito Santo vuole rivelarcelo affinché possiamo dire : " Padre, ti confesso queste cose : sono dei peccati e ti chiedo che il sangue di Gesù le cancelli ." E allora gli angeli che stanno scrivendo tutte queste cose nel cielo, vedono il sangue di Gesù scendere su queste pagine e cancellare tutte le parole cattive che abbiamo pronunciato.

 

            Ma bisogna andare oltre. Bisogna imparare dallo Spirito Santo a pronunciare solamente parole buone. È un fardello per gli angeli dover scrivere tutte le atrocità che alcune persone dicono, le menzogne, le bestemmie, le parole dette con leggerezza e le parole disoneste. Ad essi che sono santi nel luogo santissimo, lassù, costa molto dover scrivere queste cose. Lo fanno per il giorno del giudizio perché Dio chiede loro di farlo. Ma preferiscono di grand lunga vedere il sangue di Gesù cancellare tutto. Essi sono al servizio del Signore. Dobbiamo ricordarcelo. Tutto è scritto lassù : i nostri pensieri, le nostre azioni, le nostre parole sono tutte scritte lassù. Dobbiamo chiedere al Signore di cancellare col Suo sangue tutto quello che non corrisponde alla sua Parola, tutto quello che non è buono ; confessiamo i nostri peccati nel nome del Signore Gesù. Nel giorno del giudizio, quando i libri saranno aperti, sarà nel nostro interesse vedere solamente pagine bianche, là dove c'erano prima parole che ci condannavano. Si, una pagina bianca perché il sangue di Gesù avrà cancellato le parole confessate.

 

            Evitiamo di pronunciare parole che possano condannarci. Impariamo dal Signore a pronunciare solamente parole che ci giustifichino, parole che vengono dal cuore di Dio. In questo stesso passaggio di Matteo 12, il Signore dice al versetto 34 : "Razza di vipere ! Come potete dir cose buone essendo malvagi ?" Il Signore mette in relazione le parole cattive e la cattiva natura. Egli dice : " Voi siete cattivi, quindi siete portati a dire cose cattive ." Egli dice : « Come potete dir cose buone essendo malvagi ? » Egli parlava agli uomini che lo circondavano e disse : " Poiché la bocca parla dall'abbondanza del cuore" Se il tuo cuore è ripieno di cose cattive, queste finiranno per uscire dalla tua bocca. Se il tuo cuore è ripieno delle cose buone del Signore, queste usciranno. Sarà più forte di te, tu renderai udibile e visibile quello che è nascosto nel profondo del tuo cuore. « Poiché la bocca parla dall'abbondanza del cuore. L'uomo buono dal buon tesoro del cuore trae cose buone ; ma l'uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvagie. Or io dico che nel giorno del giudizio gli uomini renderanno conto di ogni parola oziosa che avranno detta ." Nel giorno del giudizio, ogni parola ti verrà richiesta : ogni parola che avrai pronunciato.

 

            Questa sera, vi porto un messaggio sulle parole, non è un messaggio sui pensieri o le azioni. I nostri pensieri o le nostre azioni verranno comunque pesate, ma questa sera il Signore parla delle parole. Ogni parola che pronunci è sentita da Dio e scritta sul libro di Dio. La minima parola che tu dici ! Lo realizzi veramente ? E' Gesù a dirlo, non io. Gli uomini renderanno conto di ogni parola vana. Bisogna confessare e dire : " Signore, cancella, ti prego, tutte le parole vane, le parole cattive, le parole impure, le parole di incredulità, le parole di orgoglio ." Tutte queste parole, le parole vane, sono parole che non corrispondono alle parole del Signore. Sono parole che vengono dalla carne, dal diavolo e dal mondo, sono parole che vengono da un'altra sorgente e non dal Signore. Ogni parola ti verrà richiesta, a meno che tu non l'abbia confessata. Dunque, se non l'hai mai fatto, confessa le parole vane che pronunci da mattina a sera e prega : " Signore, insegnami adesso a pronunciare soltanto parole degne di essere scritte nel Tuo libro. Parole che vengono da parte Tua, che sono ispirate dal tuo Spirito."

 

            Noi vediamo bene la differenza tra le parole del Signore e le altre, lo sentiamo. Notiamo la differenza tra una parola vana che ci capita di pronunciare, ed una parola veramente ispirata dallo Spirito Santo, una parola che può far del bene a qualcuno, una parola di testimonianza, o una parola che può edificare qualcuno, che gli porterà la vita del Signore, che può dargli un incoraggiamento, un'esortazione. La gente intorno a noi ne ha bisogno. Ha bisogno di sentire parole di esortazione. La Chiesa del Signore, che ci circonda, ha bisogno di sentire parole che fanno bene, che portano vita. Io ho bisogno di udire da voi parole buone, parole che mi possono far bene e non parole che possano distruggermi, che possano scoraggiarmi, che possano diminuire la mia fede o che possano uccidermi.

 

            Sapete che le nostre parole hanno un potere di vita e di morte. In Proverbi 18, i versetti 20 e 21 : « L'uomo sazia il ventre col frutto della sua bocca ." Questo ci dimostra già che le nostre parole hanno un'influenza sul nostro corpo. Ci sono persone che sono malate unicamente a causa delle parole che pronunciano. « Egli si sazia col prodotto delle sue labbra. Morte e vita sono in potere della lingua ; quelli che l'amano ne mangeranno i frutti ."

È scritto chiaramente : «  Morte e vita sono in potere della lingua ." Comincia col citare la morte. Non dice : la vita e la morte, egli dice : la morte e la vita. Il Signore sa benissimo che la nostra lingua umana è controllata da Satana. La lingua umana, la lingua di una persona non rigenerata, è controllata da Satana. La morte è in potere della lingua, ma la vita è anche in potere della lingua. Sapete come si chiama Gesù ? La Parola di Dio ! Gesù è la Parola di Dio. Dio, il Padre, è nel cielo, ha creato ogni cosa con la sua Parola che è Gesù. La Parola è stata fatta carne e si è manifestata. Gesù è l'incarnazione della Parola di Dio che ha creato ogni cosa. Dio vuole che questa Parola vivente, che è Gesù, e che questa Parola scritta che è la Bibbia, siano nel profondo dei nostri cuori affinché escano dalle nostre labbra. E' necessario che Gesù, la Parola vivente, riempia i nostri cuori, che la Bibbia, laquale è anch'essa la Parola vivente scritta da Dio riempia i nostri cuori. Quando i nostri cuori sono ripieni del buon tesoro di Dio, non ne può uscire altro che la Parola del Signore che farà del bene intorno a noi. Giacomo dice che dalla stessa sorgente non possono uscire contemporaneamente acque amare e acque sane. Invece troppo spesso, dalla nostra bocca, laquale è una sorgente, escono acque amare ed acque sane. Giacomo dice : « Fratelli miei, le cose non devono andare così ." E' necessario che esca soltanto l'acqua viva di Dio che fa bene.

 

            In Proverbi 6 al versetto 2, è scritto : « Figlio mio, se sei colto nel laccio dalle parole della tua bocca ", cosa vuol dire colto nel laccio ? Ciò vuol dire : infagottato, legato. « se sei preso dalle parole della tua bocca, fa' questo, figlio mio, e disimpegnati." Qui parla di non farsi garante di qualcuno, ma questa è una verità generica. Le nostre parole hanno il potere di legarci se sono parole cattive, parole che Dio non vuole che diciamo. Le parole che pronunciamo vengono da un cuore ripieno di Dio o da un cuore ripieno di altre cose. Se il nostro cuore è ripieno di parole di incredulità, di parole di dubbio, di parole di morte, queste parole quando escono non restano neutri, ma ci legano. Ci legano alla morte. Mentre le buone parole di Gesù, quando escono dal nostro cuore, ci legano altrettanto, ma ci legano al Signore e alla sua Parola. Sono dei legami positivi. Quando le parole provenienti dal Signore e da un cuore che crede vengono pronunciate, sono parole che ci legano alle promesse del Signore. Ci afferriamo ancora più forte le promesse del Signore e di conseguenza le vedremo realizzarsi più rapidamente perché siamo legati alle parole del Signore. Se sei legato da parole negative, cattive o da parole che vengono da un cattivo tesoro, Dio ti dice : " Disimpegnati."

 

            Non sto predicando la dottrina della parola positiva. È un grave errore predicare la parola positiva ! È una dottrina che consiste nel dire: " Devi allenarti a dire soltanto parole positive. Queste parole positive produranno effetti positivi e produranno ciò che proferisci ." Ma questo è un metodo occulto che un cristiano non deve utilizzare. Gli stregoni lavorano mediante la parola. Uno stregone che lancia una maledizione lavora mediante la parola. Egli lancia un incantesimo o una maledizione, una parola che viene da Satana e questa parola produce effetti nella vita di coloro che li ricevono. A noi non possono fare niente se restiamo coperti dal sangue di Gesù. Ma se lasciamo entrare queste parole, esse produranno un effetto di morte. Il Signore non vuole che utilizziamo delle tecniche per portare delle cose alla realtà. Per esempio : la falsa dottrina della parola positiva insegna che basta ripetere " Per le Sue lividure sono guarito. Per le Sue lividure sono guarito", e questa parola produce la guarigione. Non funziona così. E' la Parola di Dio nel mio cuore che esce tramite parole dalla mia bocca (le due cose messe insieme) che producono il risultato. Ma non è semplicemente il fatto di dare una parola positiva che produce il risultato. Questa, è una tecnica occulta.

 

            In Romani 10, ai versetti 8 a 10, leggiamo : « La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore. Questa è la parola della fede, che noi predichiamo ; poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione per ottenere salvezza."

E in Marco 11, al versetto 24, leggiamo : « Perciò vi dico : Tutte le cose che domandate pregando, credete di riceverle e le otterrete ." Ciò che pronunci con la bocca, accadrà se non dubiti nel cuore. Se la Parola di Dio è nel tuo cuore, la tua bocca la pronuncerà e le due cose insieme (nel cuore e nella bocca) produranno il risultato. Entrambe devono esserci. Il Signore ci dice che quello che esce dalla nostra bocca viene necessariamente dal profondo del nostro cuore, rivelando quindi lo stato del nostro cuore. La parola da sola non crea, bensì la fede nel cuore che si manifesta con una parola di fede. Da quel momento il potere di creazione di Dio si esercita. Quando Dio ha creato il mondo, Egli ha parlato. C'era nel Suo cuore una fede perfetta e questa fede si è espressa con una parola creatrice. Satana imita le cose del Signore, ma noi dobbiamo far le cose nel modo in cui il Signore ce lo chiede. Il Signore ci chiede di controllare quello che c'è nel nostro cuore prima di parlare. Ci chiede anche di renderci conto di quello che c'è nel nostro cuore attraverso le parole che escono dalla nostra bocca. Bisogna che controlliamo costantemente le parole che pronunciamo. Dovrebbe esserci sempre, in noi, qualcuno che sorvegli le parole che pronunciamo da mattina a sera. Non bisogna lasciare la nostra bocca funzionare da sola. Deve esserci sempre qualcuno, una guardia, un sorvegliante, noi stessi, per controllare tutte le parole che vogliono uscire dalla nostra bocca. Se sono parole cattive, bisogna fermarle prima che escano. Troppo spesso lasciamo uscire dal nostro cuore parole che non dovrebbero uscire. Ovviamente, è necessario che il nostro cuore sia purificato da queste cose malvaglie. Dobbiamo imparare a fermarle prima che esse escano dalla nostra bocca: "Ma guarda, qualcosa di cattivo stava per uscire. L'ho fermato in tempo. Grazie, Signore, ciò non ha causato ulteriori danni. Ma dato che vengono da dentro, Signore, ti chiedo di purificare anche il mio cuore." Il mio cuore deve essere ripieno dalle cose di Dio e nulla che non corrisponda alla volontà del Signore deve uscirne più fuori. È quello che esce della bocca che contamina l'uomo. Gesù disse : " Non sono le cose che entrano nella tua bocca che ti contaminano, il cibo che prendi o le cose che ingerisci, non è questo che ti contamina. E' ciò che esce dal cuore che contamina l'uomo perché è ciò che esce dalla bocca."

 

            Gesù lo disse in Matteo 15, al versetto 11 : « Non è ciò che entra nella bocca che contamina l'uomo ; ma è quel che esce dalla bocca che contamina l'uomo ." Al versetto 16, aggiunge: « Neppure voi avete capito ? Non capite che tutto ciò che entra nella bocca se ne va nel ventre, e viene espulso nella fogna ? Ma le cose che escono dalla bocca procedono dal cuore ; sono esse che contaminano l'uomo (quello che viene dal cuore è malvagio) Poiché dal cuore provengono pensieri malvagi, omicidi, aldultèri, fornicazione, furti, false testimonianze, maldicenze. Queste sono le cose che contaminano l'uomo ; ma il mangiare senza lavarsi le mani non contamina l'uomo." A noi che siamo cristiani, il Signore chiede di fare uscire dalla nostra bocca soltanto parole pure. Quando sentiamo intorno a noi parole sconvenienti (come dice Paolo), parole impure, critiche, parole di orgoglio, di cattiveria, di accusa o parole di giudizio, se sentiamo queste parole uscire dalla bocca di coloro che ci circondano (o dalla nostra bocca), ciò vuol semplicemente dire che queste cose sono già nel cuore delle persone che ci circondano. Queste cose sono nel loro cuore ! È un indicatore, un termometro che misura quello che c'è nel cuore. Lo dico spesso, se voglio rendermi conto dello stato spirituale di un fratello o di una sorella, devo solamente ascoltarlo mentre parla. Se voglio rendermi conto del mio stato spirituale, devo solamente ascoltarmi mentre parlo. Fai questo esercizio durante una sola giornata: " Signore, domani voglio ascoltarmi mentre parlo, dalla mattina fino alla sera. Dammi la grazia di potermi ascoltare dalla mattina fino alla sera ." Scoprirai cose sbalorditive. A volte, è una grazia aver accanto un fratello o una sorella che, senza giudizio, nell'amore, ci dicono : " Ma ti rendi conto di quello che hai appena detto ?" Semplicemente questo ! Ciò ci obbliga a riflettere e a dire : " Dimmi un pò, che cosa ho appena detto ? Ti prego, ricordamelo ." " Ecco, hai appena detto questo e quest'altro." Semplicemente il fatto di risentirlo mi farà riflettere specialmente quando è qualche cosa che non corrisponde alla volontà di Dio. Mi sono lasciato sfuggire qualcosa e non me ne sono reso conto. Ed ora, c'è un fratello o una sorella che mi amano abbastanza per dirmi la verità: " Ma ti rendi conto di quello che hai appena detto ? Adesso te lo ricordo, ecco quello che hai appena detto… È una parola che ti condanna, fratello mio. Se non chiedi perdono, questa parola rimarrà scritta contro di te nel giorno del giudizio ."

 

            In Efesini 3, ai versetti 16 e 17, leggiamo : "perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell'uomo interiore perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede ." E nel capito seguente, Efesini 4, versetti 20 a 24 : « Voi però non è così che avete conosciuto Cristo, se pure gli avete dato ascolto e siete stati ammaestrati in lui secondo la verità che è in Gesù, per spogliarvi, per quanto riguarda la condotta di prima, dell'uomo vecchio che si corrompe per mezzo delle concupiscenze della seduzione per essere rinnovati nello spirito della vostra mente e per essere rivestiti dell'uomo nuovo creato secondo Dio nella giustizia e santità della verità".

 

            L'apostolo Paolo dice che dobbiamo essere rinnovati nel nostro essere interiore, nella nostra intelligenza, essere ripieni dello Spirito Santo e del Signore. Al capitolo 4, e al versetto 25, Paolo dice : « Perciò, (adesso che avete capito che dovete essere ripieni di Gesù Cristo) messa da parte la menzogna, ciascuno dica la verità al suo prossimo ." Non si tratta soltanto di mettere da parte la menzogna, si tratta anche di non proferire nessuna parola che non sia conforme alla verità della Parola di Dio. « ciascuno dica la verità al suo prossimo, perché siamo membra gli uni degli altri ." Al versetto 29 : « Nessuna parola malvagia esca dalla vostra bocca, ma se ne avete una buona per l'edificazione, secondo il bisogno, (questo significa : a secondo delle circostanze, delle persone presenti) ditela affinché conferisca grazia a quelli che ascoltano." Sono tutte le parole della mia bocca, della tua bocca, parole che sistematicamente conferiscono grazia, fanno bene, esortano ed edificano coloro che ascoltano ? Ai versetti 30 e 31 « E non contristate lo Spirito Santo di Dio, col quale siete stati sigillati per il giorno della redenzione. Sia rimossa da voi ogni amarezza, ira, cruccio, tumulto e maldicenza con ogni malizia". Lo dice chiaramente : " Io non voglio più sentire queste cose nel mezzo di voi ." Il Signore non vuole più sentire una sola parola che Lo rattristi. Nemmeno una ! Paolo ci dice " Sia rimossa ogni parola che contristi il Signore." Occorre dunque che io sia capace di discernere se la mia parola rattrista o meno il Signore. È per questo che Paolo ha appena detto : siate ripieni di Gesù Cristo, rivestitevi di Cristo. Riempi il tuo cuore del Signore e così potrai dominare la carne, questa carne che ha pensieri malvaggi ; potrai togliere tutte queste parole cattive perché sarai ripieno di Cristo e avrai soltanto parole dolci, parole che faranno bene agli altri.

 

            Voglio ricordare alcuni versetti che indicano quello che non bisogna fare e quello che bisogna fare, sapendo che non sono ne ricette e ne tecniche, ma semplicemente delle indicazioni. Cosa non si deve fare ? Bisogna avere una parola schietta in ogni occasione, dunque non si deve né mentire né venir meno ai propri impegni. In qualità di cristiano, quando hai dato la tua parola, la devi mantenere. Non hai bisogno di confermarla per iscritto. " Che il vostro sì sia sì e il vostro no sia no. Tutto quello che si aggiunge viene dal maligno." Non hai neanche bisogno di giurare : " Te lo giuro, è vero." Questo vuol dire che se non giuri, a volte dici una bugia ? No, mai. " Che il vostro sì sia sì e il vostro no sia no." In quanto cristiano, ogni parola che esce dalla tua bocca ti impegna. La devi rispettare. Devi mantenere la tua parola.

 

            Il versetto in Numeri 30: 2 ci dice che in qualità di figli di Dio non dobbiamo violare la nostra parola. Quando diamo la nostra parola facendo una promessa a qualcuno, dobbiamo mantenerla, anche se scopriamo che non va a nostro vantaggio (negli affari, questo può capitare : prendiamo degli impegni che sono talvolta a nostro svantaggio), non importa, pazienza ! Dobbiamo mantenere la nostra parola. " Signore, ho dato la mia parola, la voglio mantenere. Non importa se ci devo rimettere, Tu provvederai perché sono fedele."

 

            Non dobbiamo usare parole lusinghiere. Vediamo qualcuno che ci interessa o dal quale potremmo trarre vantaggio, e così lo aduliamo, gli diciamo parole lusinghiere. Nel Salmo 5, al versetto 8 è scritto : "O Eterno, guidami per la tua giustizia, a motivo dei miei nemici ; raddrizza davanti a me la tua via, perché nella loro bocca (la bocca dei miei nemici) non c'è alcuna rettitudine ; il loro cuore non medita altro che rovina ; la loro gola è un sepolcro aperto ." Avete visto, parla del cuore ripieno di malizia, e della gola che è un sepolcro aperto. La gola, è la laringe, là dove si parla. Da un sepolcro aperto esce solamente corruzione. "Lusingano con la loro lingua. Condannali, o Dio ; non riescano nei loro disegni ; scacciali per la moltitudine dei loro misfatti. » Come potete notare, la sorte degli adulatori non è da invidiare. Saranno picchiati, precipiteranno verso la caduta perché hanno avuto sulla lingua parole lusinghiere. I malvaggi, sono coloro che usano parole lusinghiere. Se dunque ho nel cuore la minima parola lusinghiera, questo è, agli occhi di Dio, un atto di cattiveria, perché non sono sincero e non dico la verità.

Non devo tentare di adulare qualcuno. Che cosa significa : adulare qualcuno ? Ciò vuol dire fargli un complimento (che non merita) perché desidero trarne un vantaggio. Questa è la prova che se lo faccio il mio cuore è storto. Non sono sincero, non dico la verità in faccia.

Anche se vedo uno dei più grandi pastori fare di fronte a me qualche cosa di scorretto, devo avere il coraggio di dirgli : " Fratello mio, quello che stai facendo non è corretto." In ogni caso, non cercherò di adularlo con lo scopo di farmi notare solo perché lui ha una certa posizione.

Certe persone dicono al pastore : " O, fratello, quanto è stata bella la tua predicazione di questa sera !  " E in loro stessi pensano : "La sua predicazione non era così bella, ma siccome è il famoso pastore, non c'è niente di male a fargli un complimento, facendo così mi faccio benvolere. Mi potrà sempre servire nel futuro." Se faccio così, sono malvaggio agli occhi di Dio e il Signore mi farà cadere. Egli mi farà precipitare. La mia parola deve essere verace e deve corrispondere alla realtà. Dovresti piuttosto dire a questo pastore : " Vivi nel peccato, fratello mio, te lo dico con amore, te lo dico sinceramente. Non sto tentando di adularti, ti parlo francamente."

 

            Non dobbiamo pronunciare parole dure. Devo trattare quelli del mondo e quelli della chiesa con parole decise, come lo erano le parole del Signore quando disse : " Razza di vipere" o quando disse ai Suoi discepoli : " O generazione incredula e perversa ! Fino a quando vi sopporterò." Non era una parola dura, era una parola decisa. Le parole dure, sono le parole ispirate dalla durezza del cuore, dette con cattiveria, con spirito di giudizio o di condanna. Il Signore non vuole che proncunciamo parole dure. In Proverbi 15 al versetto 1, è scritto : "La risposta dolce calma la collera, ma la parola pungente eccita l'ira." In Proverbi 15, al versetto 2: « La lingua dei saggi usa la conoscenza rettamente, ma la bocca degli stolti riversa follia." Una parola pungente eccita la collera. Se hai della durezza nel tuo cuore e vedi qualcosa intorno a te che non corrisponde a ciò che vorresti, avrai la tendenza a tirar fuori una parola dura, cioè una parola che ferisce, che fa male ; una parola tutt'altro che dolce. Questa parola produrrà esattamente l'effetto contrario, ecciterà la collera. Inciterà una replica dura da parte di qualcuno che non è spirituale. Ti capita mai di dire parole pungenti ? Anche con una buona intenzione ? Immagina per esempio che c'è accanto a te una persona che non cammina secondo l'Evangelo, o un cristiano carnale o un cristiano che fa qualche cosa che dispiace a Dio. Tu puoi riprenderlo con una parola dolce o con una parola dura. Gli puoi assestare un versetto biblico. Bum ! Con un bel colpo di Bibbia in testa, sarà stordito a metà, avrà ricevuto la verità, ma senza amore. Questo non può produrre alcun frutto. Questo non può produre alcun frutto !

 

            Mentre una parola dolce, ma verace, detta con l'amore di Gesù, penetrerà nel cuore: " Vedi, fratello mio quello che hai appena fatto non è affatto corretto davanti a Dio ." Mentre se viene detto con una parola dura rischia di provocare la reazione contraria, una replica. La persona terrà il broncio, farà il muso e replicherà, ma te lo sarai cercato con le tue parole. Guarda ciò che è scritto al versetto 4 dello stesso capitolo 15 : « La lingua sana è un albero di vita ." Al centro del giardino dell'Eden, c'era un albero di vita. Questo albero di vita produceva dei frutti e dava la vita eterna. Vi era l'albero della conoscenza del bene e del male che ha dato la morte. Ma l'albero di vita era la presenza stessa del Signore. Gesù disse : « Io sono mansueto e umile di cuore ." È Lui, Gesù, l'albero di vita. Gesù sa pronunciare parole decise ma non pronuncierà mai una parola dura, una parola che fa male e che ferisce. Sono sbalordito nel vedere a che punto il Signore Gesù sa adoperare un linguaggio che tocca i cuori. Ricordatevi la Samaritana che aveva avuto cinque mariti, e che viveva con un sesto uomo. Viveva nel peccato, e per di più era Samaritana ed era scacciata da tutti i giudei. Arrivò al pozzo di Giacobbe. Gesù sapeva benissimo che era una peccatrice, e che viveva nel peccato. Ma vedeva che nel cuore di questa donna, c'era la sete per qualcos'altro. Lei gli disse : " Signore, vedo che tu sei un profeta. Dove bisogna adorare il Signore ? Sul nostro monte o sul vostro ? " Si poneva la domanda : "I giudei dicono che bisogna adorare a Gerusalemme, e i nostri padri hanno adorato sul nostro monte a Samaria; dove dobbiamo dunque adorare ?" Anche se viveva nel peccato aveva il desiderio di adorare il Signore ma non sapeva dove. Gesù gli rivela di essere il Messia. Lo disse proprio a lei, a questa donna peccatrice, presso il pozzo di Giacobbe, non lo disse ai giudei religiosi, ai capi del popolo che dominavano il sinedrio. Lo disse ad un'anima tutta sola, là accando ad un pozzo, una peccatrice che aveva sete nel suo cuore. Invece di dire : " Conosco la tua situazione, so che sei una peccatrice e che meriti l'inferno", Egli gli parlava dolcemente. " Va' a chiamare tuo marito ." Gesù sapeva benissimo che non ne aveva. Ne aveva avuti cinque e quello che aveva adesso non era suo marito. Questa donna venne toccata nel cuore. Essa rispose : " Signore, io non ho marito." "Hai detto bene : 'non ho marito' perché tu hai avuto cinque mariti e quello che che hai ora non è tuo marito." Ecco, qui viene toccata nel cuore. " Signore, noto che tu sei un profeta"… Una parola dolce è un albero di vita.

 

            Non usiamo nè parole leggere nè parole oziose; parole leggere, parole futile, parole stupide, parole che non servono a niente. In Ecclesiaste 5 (sono rimasto meravigliato nel vedere a che punto l'Ecclesiaste parla riguardando alle parole) dice al versetto 1 : "Bada ai tuoi passi quando vai alla casa di Dio ; avvicinati per ascoltare piuttosto che per offrire il sacrificio degli stolti, i quali non sanno neppure di far male. » Quale è il sacrificio degli stolti ? Lo dice nel capitolo 5 al versetto 3 : « Poiché con le molte occupazioni vengono i sogni, e con le molte parole la voce dello stolto." Egli dice : " Quanto vai nella casa di Dio ", noi siamo la casa di Dio, diletti, e la casa di Dio è anche la chiesa del Signore. Non parlo dell'edificio, ma della chiesa del Signore. Questo vuol dire que ogni volta che sei con un fratello o una sorella, entri nella casa di Dio. Gesù è nel vostro mezzo. Egli dice : " Bada ai tuoi passi, sorveglia la tua lingua. Ascolta. Taci e ascolta. Non fare come gli stolti che manifestano la loro follia con un torrente di parole ." Mi è capitato di essere stato costretto a fermare un fratello o una sorella perché un fiume di parole usciva dalla loro bocca e non si fermavano più. Mi sono alzato e ho detto : " Sorella mia, fratello mio, un fiume di parole esce dalla tua bocca e tu non ti rendi neanche più conto che tutto questo non è ispirato dal Signore. Stai dimostrando che sei una stolta o uno stolto." « Con le molte parole la voce dello stolto." È meglio tacere.

Versetti 6 e 7 : "Perché dovrebbe Dio adirarsi per le tue parole e distruggere l'opera delle tue mani. Poiché nei molti sogni e nelle molte parole c'é vanità, ma tu temi Dio"

« Mostraci, Signore, quando parliamo alla leggera; quando pronunciamo parole che non hanno nessun significato, parole che non servono a nulla o vane ripetizioni ". E' necessario che tu sia guidato dallo Spirito Santo per dire quello che hai da dire. Che sia una parola di esortazione, una testimonianza o qualsiasi altra cosa che pronunci nella chiesa del Signore, a un fratello o a una sorella, devi essere guidato dal Signore e dal Suo Spirito. Se hai raccontato dieci volte la tua testimonianza alla stessa persona, l'undicesima è di troppo. Lo capisci ? Smetti di parlare di te ! Ora, sto parlando ai cristiani. Costantemente, sento dei cristiani parlare di loro stessi. Tutto ciò che sanno fare, è raccontare cose su loro stessi. Ciò che hanno fatto, le loro prodezze, le loro prodezze per il Signore: si alzano alle quattro del mattino, si coricano a mezzanotte per meditare la Parola, fanno questo, fanno quello, hanno testimoniato ed oggi hanno commosso dieci persone. C'è un tempo per testimoniare, un tempo per tacere. Quello che fa la differenza, è la motivazione che sta nel tuo cuore ed è la condotta dello Spirito Santo. Dobbiamo chiedere il discernimento al Signore. La conclusione del Signore, per ciascuno di noi, è che molto spesso parliamo troppo. Sarebbe meglio imparare a tacere molto di più ed imparare a dire : " O Signore, poni una guardia davanti alla mia bocca e mostrami quando devo aprire o chiudere la bocca." In ogni caso, se l'apro che sia per dire qualcosa che edifichi veramente la persona che mi sta ascoltando. Che non moltiplichi le parole in vano.

 

            Andate a vedere in Ecclesiaste 9, al versetto 16 : « Allora io dissi : La sapienza val più della forza ; ma la sapienza del povero è disprezzata e le sue parole non sono ascoltate."

Ascoltate questa perla di versetto 17 : « Le parole dei saggi pronunciate con calma si ascoltano meglio delle grida di chi domina fra gli stolti." In certe riunioni cristiane, si sentono delle grida e delle urla, come se la potenza spirituale corrispondesse alla potenza della voce che esce dalla bocca. E' scritto : " Le parole dei saggi pronunciate con calma si ascoltano meglio delle grida di chi domina fra gli stolti." Quando Gesù parlava davanti a ventimila persone presso il lago di Genesaret, parlava sicuramente forte per farsi sentire. Gesù parlava forte, ma non era in uno stato di sovreccitazione per gridare e urlare il suo discorso. Sono sicuro che Gesù parlava con voce forte e chiara, con voce calma, una bella voce. Non vale la pena gridare. Ho assistito a certe riunioni di liberazione nelle quali coloro che cacciavano i demoni urlavano come matti al punto di spaventare le persone presenti. Non c'è bisogno di gridare. Se hai veramente la fede e la potenza del Signore nel tuo cuore, una semplice parola detta con calma farà fuggire più efficacemente il demonio rispetto a tutte le tue grida. Questo si applica anche alle tue preghiere. Se sei in una grande sala e devi farti sentire, parlerai forte. Ma è una questione di saggezza. Se ti alzi per pregare, non hai bisogno di urlare la tua preghiera, di gettare grida come se Dio fosse ad un chilometro, o come se i tuoi fratelli fossero a cinquecento metri di là. Altrimenti romperai loro i timpani ! Che ciascuno si esprima secondo la sua personalità ! Ma certi gridano volontariamente perché hanno voglia di essere sentiti fino all'altra estremità della sala. Hanno voglia che far sentire le loro preghiere, hanno voglia di mettersi in mostra e gridano. Questo è orgoglio. È il desiderio di farsi notare.

 

            In Proverbi 27, al versetto 2 : "Ti lodi un altro e non la tua bocca, un estraneo e non le tue labbra." Anche questa è un'esortazione molto precisa da parte del Signore. Se devi essere lodato, deve essere un altro a farlo e non tu. Non parlare mai agli altri di te né delle tue prodezze. È un po' difficile da capire per coloro che hanno un ministero potente, che fanno molti miracoli, segni e prodigi. Bisogna evitare la tentazione di dire : " Sapete, ieri ho pregato per un ammalato, ed è stato guarito", o " l'altro ieri, ho pregato per un tale ed è rissuscitato", ecc. Voi pensate che Gesù lo abbia fatto anche una sola volta ? Mai ho visto Gesù dare questo genere di testimonianza su Sé stesso e dire per esempio : " Sono stato in tal luogo, tal giorno, ho fatto questo, ho fatto quello, ho visto Dio agire ." Certamente, è Dio che agisce, non sono io, ma intanto stiamo raccontando tutto ciò che abbiamo fatto noi. Non ho mai visto Gesù far questo, neanche una sola volta. Invece, Egli faceva delle prodezze sul posto. All'istante, quando un bisogno si presentava davanti a Lui, un malato o altro. Non raccontava quello che aveva fatto prima, guariva l'ammalato all'istante. Sono stati gli altri a raccontare ciò che Egli aveva fatto e che glorifica Dio. Agisci nello stesso modo. Se hai voglia che si parli delle tue prodezze, compile adesso senza dire niente a nessuno e saranno gli altri ad andare a raccontare quello che hai fatto. Hai capito bene ? È la Parola che lo dice : " Ti lodi un altro e non la tua bocca !"  Se hai voglia di raccontare le grandi prodezze che Dio fa oggi, racconta quelle del tuo prossimo : " Sai, ho visto tale fratello, ho visto tale sorella a tale riunione, in tal luogo. Ha pregato ed il malato è stato guarito. E' stato meraviglioso !" Racconterai così ciò che gli altri hanno fatto e ti adopererai per il ministero di qualcun altro, non per il tuo. È molto più efficace per abbassare il tuo orgoglio personale. Non è facile da fare. Sono caduto spesso in questa trappola raccontando quella e quell'altra cosa che Dio aveva fatto tramite me, ma lo Spirito Santo ha colpito il mio cuore e mi ha detto : " Ma non ti rendi conto che c'era una piccola motivazione per metterti in mostra ? »

 

            Se sei assolutamente sicuro e certo che nelle tue parole non ci sia niente del proprio io e della carne e di essere guidato veramente dal Signore per dirlo, allora dillo perché sarà il Signore ad averti guidato. Ma vi assicuro che nella stragrande maggioranza dei casi, c'è una parte di motivazione personale per mettersi in mostra e per farsi notare. Questo capita molto spesso. La tentazione è grande perché si pensa nel proprio cuore : " Sto glorificando Dio." Certamente, ciò glorifica Dio, ma nello stesso tempo, glorifichi un po' anche te stesso. Gesù è il nostro esempio, facciamo come Egli ha fatto. Non dico questo con uno spirito di giudizio perché solo Dio può sondare i cuori. Se sento un fratello o una sorella raccontare le sue prodezze, non lo giudico, non dirò : " E' orgoglioso." Ma dirò : " Signore, dammi il discernimento per vedere se non c'è ancora un pò di orgoglio in tutto questo." È questo che chiederò al Signore. Se non discerno nessun orgoglio, allora dirò : " Bene, questa persono sta semplicemente dando testimonianza di ciò che Dio ha fatto attraverso lui e non noto nessun orgoglio. Signore, tutto quello che racconta mi fa bene, benedicilo e benedici la mia vita." Ma molto spesso, si percepisce un pò di fierezza e di orgoglio. C'è ugualmente il desiderio di mettersi in mostra e di mostrare agli altri che Dio ci ha fatto strumenti per compiere cose belle. Non era puro al cento per cento. Allora lo chiedo per me stesso, e dico : " Signore, preferisco cento volte (perché c'è un malato davanti a me) fare un miracolo nel Tuo nome, senza dire niente, senza raccontare quello che ho fatto ieri, l'altro ieri o dieci anni fa. Signore, preferisco fare qualcosa per Te senza badare a ciò che è stato fatto prima, e a quello che farò adesso, lo faccio unicamente con lo scopo di portare la tua benedizione a qualcuno che ne ha bisogno e poi non ne parlerò a nessuno ."

 

            Notate come Paolo agisce nelle epistole ? Paolo aveva compiuto molti miracoli, segni e prodigi e raramente ne fa riferimento. A volte, con tono un pò beffardo, dice : " Si, mi posso anch'io vantare un po'. Ciò che dico in questo mio audace vanto, non lo dico secondo il Signore, ma nella follia. Poiché molti si vantano secondo la carne, anch'io mi vanterò." (2 Corinzi 11 :7). "Non oserei raccontare tutto ciò che il Signore ha fatto attraverso le mie mani ." Egli dice : " Non oserei parlarne." Ma ne fa ugualmente allusione. Egli dice : " Il Signore ha confermato la Sua Parola con miracoli e prodigi ." Lo dice. Non c'era orgoglio nel suo cuore ed è per questa ragione che poteva dirlo. Ma non si perde nei particolari. Non si vede in nessun' epistola Paolo dire : " Bene, adesso, vi racconto nei minimi particolari tutto quello che ho fatto lì, a tale luogo, in tale momento, tale giorno. Sono stato ad Efeso, là ho visto un ammalato, gli ho portato… ". Niente di tutto ciò, niente ! Non troverete mai questo genere di dettagli nelle epistole di Paolo. Anche se confessa che Dio ha fatto dei miracoli attraverso le sue mani, lo confessa velocemente per poi dire con forza ciò che Dio ha compiuto tramite il suo ministero di apostolo. Ma lo faceva senza orgoglio, e senza perdersi nei particolari. Compiva là dove passava, i miracoli nel nome del Signore. Egli disse : " Avrei tanti motivi di gloriarmi : miracoli, segni e prodigi che Dio a compiuto attraverso le mie mani, ma non ne parlerò. Al contrario, mi glorierò delle mie debolezze, mi glorierò delle persecuzioni, delle tribolazioni, delle flagellazioni, delle lapidazione, degli imprigionamenti, dei digiuni. " Anche tu puoi raccontare tutto ciò. Non lodare te stesso. Ti lodino gli altri, caro nel Signore, perché spesso sono delle parole che non edificano e che disturbano coloro che le ascoltano. Sono sempre imbarazzato quando sento qualcuno raccontare troppo le sue prodezze passate. Sempre imbarazzato perché nella maggioranza dei casi sento una radice di orgoglio.

 

            Un'altra cosa che il Signore non ama, è la calunnia, e la diffusione dei segreti. Insisto su questo punto perché è molto importante, è capitale, è fondamentale. In Proverbi 11, al versetto 13, è scritto : "Chi va in giro sparlando svela i segreti, ma chi ha lo spirito leale cela la cosa ." Se vuoi avere una parola che non ti condanna, mantieni preziosamente tutti i segreti che ti vengono confidati. Qualcuno mi confida un segreto o fa una confessione perché ha il cuore gonfio (non sto parlando della confessione cattolica) ma parlo di un fratello o di una sorella che viene da me perché ha bisogno di aprire il suo cuore e che nel corso della conversazione mi dice : " Debbo confesarti questo, dirti questo e quello. Non sto bene." Mi apre il suo cuore e si sfoga ed io lo conforto con una parola che viene da parte di Dio. Mi ha confidato i suoi segreti, mi ha fatto fiducia. Se in seguito vado a trovare una sola persona, anche la mia propria moglie, e gli dico : " Ascolta, sai un tale mi ha detto…. Però, mi raccomando, non lo dire a nessuno. Voglio condividere tutto questo solo con te ." Ma la disgrazia è che questa unica persona con cui hai condiviso questo segreto, va' a condividerlo anche con un' altra persona ! E gli dice anche a lei : " Lo condivido solo con te, non lo dire a nessuno." Però succede che quest' unica persona con cui ha parlato, lo va a dire anche lei ad un'altra sola persona. Quindici giorni dopo, lo sanno tutti . Il risultato sarà che nessuno ti farà più fiducia. Se più tardi quella persona che si era sfogata con te avrà di nuovo il cuore gonfio non verra più da te perché sa che hai svelato il suo segreto. E' ferita, gli hai fatto del male e ti sei reso inutilizzabile nell'opera del Signore.

 

            Le persone hanno bisogno di parlare a uomini e donne di cui possono fidarsi. Sentono che sono persone di fiducia che non andranno in giro a svelare quello che è stato detto. Non andranno neanche dal loro migliore amico o dalla propria moglie per pregare; salvo se la persona suddetta lo chiede e da' l'autorizzazione di farlo. Se invece pongo la domanda a questa persona: " Mi autorizzi a condividere quello che mi hai appena detto con uomini e donne di fiducia, così potremo pregare insieme per te ?  Poiché sò che queste persone non diranno niente a nessuno. Ne sono assolutamente certo." Se ricevo l'autorizzazione della persona, posso farlo. Se lei mi dice :" Si, puoi parlarne", allora in quel caso potrò farlo. Ma non andrò mai a trovare qualcuno dicendo : " Sai quello che un tale mi ha raccontato ? Vieni, preghiamo insieme per questo caso." Ed è così che vengono svelati i segreti ; si sparla, si sparla ! Io direi piuttosto : " Vieni, preghiamo insieme per una persona, non ti dirò chi è, ma si tratta di questo problema." Io non svelerò il suo nome e starò attento a non rivelare troppi dettagli che potrebbero far riconoscere la suddetta persona. Posso sempre dire : " C'è una persona, non dirò se è un uomo o una donna, né dove abita, che ha condiviso con me questo preciso problema e che chiede un sostegno nella preghiera ." E in quel caso, gli chiederò di pregare con me. Per esempio una ragazza che è stata stuprata da suo padre. Non dirò il suo nome, né dove abita, né qualunque altra cosa. Invece dirò : " Vuoi tu pregare con me per un caso molto preciso, non ti racconterò nessun dettaglio ".  Non è la stessa cosa se dico : " Sai, è successa una cosa orribile ; conosco una ragazza, si chiama così, è stata stuprata dal padre… Pregheremo per lei. Non te lo dico per giudicare. No, non voglio giudicare nessuno ! Preghiamo per questo caso." E già la calunnia è lanciata. Non dire mai niente di nessuno senza il suo consenso personale, diretto. Altrimenti è una calunnia e la persona non avrà più fiducia in te e sarai catalogato nel suo cuore come il chiacchierone a cui non si può raccontare niente. Dunque, non svelare i segreti. Se hai lo spirito fedele, fedele a Dio e fedele al tuo amico o a tuo fratello che ha osato confidarsi con te, tienilo per te. Racchiudilo nel tuo cuore, prega per lui o condividilo in un modo anonimo, ma soprattutto, non dire a nessuno ciò che è accaduto. « Chi disprezza il suo prossimo è privo di senno, ma l'uomo prudente tace ." Taci. Silenzio ! Quanto male ha fatto la lingua in seno alla chiesa ! Quanto male ha fatto la chiesa lasciando parlare la lingua ! La maggior parte dei problemi che accadono nelle chiese sono causati unicamente dalla lingua. Non l'avete notato ? Causati unicamente dalla lingua ! Calunnie, dispute, divisioni : la lingua sta al centro, nel bel mezzo di tutto questo.

 

            In 1 Pietro 3, al versetto 10 : « Chi vuole amare la vita e vedere dei buoni giorni, trattenga la sua bocca dal male e le sue labbra dal parlare con inganno." Caro nel Signore, ami tu la vita e vuoi tu vedere dei giorni felici ? Allora, smetti di dire del male degli altri. Smetti di proferire parole inutili, negative, o parole calunniose, parole che fanno male. Alt ! Stop ! Se ti fermi, Dio ti dice : " Tu vivrai giorni felici." È Dio stesso a dirlo. Dice anche che col tuo silenzio potrai guadagnare coloro che non ubbidiscono a Cristo. Leggo il versetto 1 : « Similmente voi, mogli, siate sottomesse ai vostri mariti affinché, anche se ve ne sono alcuni che non ubbidiscono alla parola, siano guadagnati senza parola dalla condotta delle loro mogli." Sono sicuro che questo versetto si applica anche ai mariti che hanno una moglie non convertita, questo non si applica unicamente alle mogli. Credo che l'apostolo Pietro menzionava le mogli perché ci sono molte più donne che si convertono che uomini. C'è molta più probabilità che le mogli convertite abbiano dei mariti non convertiti che l'opposto. Paolo parlava alle mogli convertite:  se hai un marito che non ubbidisce, hai avuto l'opportunità di parlargli, bene, gli hai annunciato la Parola, benissimo. Ma se vedi che oppone resistenza, l'unica soluzione è di tacere. Non parlargli più di Gesù, non dirgli più che deve convertirsi, non citargli più un solo versetto biblico. Non dirgli più che fa male. Non dirgli più : "  Tu non fai questo mentre sai benissimo che Gesù ha detto di farlo. Non piace al Signore che tu faccia questo, o che tu non faccia quello." Gli stai indurendo il cuore contro Dio perché Dio dice : " Sarà guadagnato senza parola, sarà guadagnato nel vedere il tuo modo di vivere. ". Senza parola. La dolcezza della lingua è un albero di vita. Tu vivrai giorni felici. Provaci, vedrai. Alleluia !

 

            È la prima cosa che direi : " Preserva la tua lingua dal male." Nella maggior parte dei casi, il miglior mezzo per preservare la sua lingua dal male è di tacere. Se non sei sicuro di poter dire una cosa buona, taci. La seconda cosa è di mettere un freno alla propria bocca. Sapete a che cosa servono i freni ? Quando si spinge sul pedale del freno, che succede ? L'automobile si ferma. Il Signore dice che c'è una sola parte del nostro corpo a cui dobbiamo mettere un freno : è la bocca. Nel Salmo 39 al versetto 1, Davide dice : « Io dicevo : Veglierò sulla mia condotta, per non peccare con la mia lingua." Il peccato il più facile e il primo che commettiamo, è l'uso della lingua. Dunque la prima parte che dobbiamo sorvegliare è la nostra bocca. « Veglierò sulla mia condotta, per non peccare con la mia lingua" Se vuoi vegliare sulla tua condotta, veglia sulla tua lingua. « Metterò un freno alla mia bocca mentre l'empio mi sta davanti. Sono rimasto muto e calmo, mi sono addirittura trattenuto dal bene, e il mio dolore si è inasprito." L'empio era davanti a Davide, dunque Davide taceva. Vi erano stati momenti in cui Davide aveva parlato, ma qui il Signore gli disse : " Taci. L'empio è davanti a te, metti un freno perché sai benissimo che quello che uscirà dalla tua bocca produrrà soltanto disputa, dunque taci. Hai parlato abbastanza. Metterò un freno alla tua bocca altrimenti peccherai con la tua lingua."

 

            Nel Salmo 141, al versetto 3, è scritto : « O Eterno, poni una guardia davanti alla mia bocca ." Lo dice perché sa benissimo che da solo non c'è la farebbe. Ne fa oggetto di preghiera, e dice : " O Eterno, veglia Tu stesso sulla mia bocca, te ne supplico." Facciamo anche noi questa preghiera. " Signore, dammi la capacità di controllare la mia bocca. Dammi questa capacità, Signore ! "

 

            In Giacomo 1, al versetto 26, l'apostolo dice: « Se qualcuno fra voi pensa di essere religioso, ma non tiene a freno la sua lingua, certamente egli inganna il suo cuore, la religione di quel tale è vana." Se credi essere un bravo figlio di Dio, un sorella o un fratello molto spirituale, e che non riesci a dominare la tua lingua, inganni te stesso. La tua religione è vana, non serve a niente. Incomincia a domare la tua lingua.

 

            Giacomo 3, versetto 8 ci dice : « Ma la lingua nessun uomo la può domare ; è un male che non si può frenare, è piena di veleno mortifero… Fratelli miei, le cose non devono andare cosi." Ci dice che con le nostre proprie forze, con le nostre proprie risoluzioni, non potremmo domare la nostra lingua. Nessuno uomo l'ha potuto domarla. Solo il Signore in noi, mediante il suo Spirito che riempie i nostri cuori tramite la Parola di Dio, ci permetterà di dominare la lingua. Debbo farne un oggetto di preghiera : " Signore, dammi la capacità di dominare la mia lingua tramite la tua Parola e per il tuo Spirito. Con la fede nella potenza di Gesù, c'è la farò." Per fede, e non tramite la mia volontà. Nessun uomo potrà dominare la sua lingua per mezzo della sua volontà e le sue buone risoluzioni. Ma tramite la preghiera e per fede, si, ce la può fare.

 

            In Proverbi 13 : 3, è scritto : « Chi custodisce la sua bocca protegge la propria vita, ma chi apre troppo le labbra va incontro alla rovina ." In Proverbi 21: 23 leggiamo : « Chi custodisce la sua bocca e la sua lingua preserva la sua vita dalle angoscie ." Vuoi tu preservare la tua anima dalle angoscie ? Veglia sulla tua bocca.

 

E poi apriamo la nostra bocca unicamente per pronunciare le parole di Dio. Questo è scritto in 1 Pietro 4, al versetto 11 : « Chi parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio." Se apri la bocca che sia soltanto per dire con amore le parole di Dio. "Chi fa un servizio lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio." Dio non ci chiede di stare sempre con la bocca chiusa e di essere sempre silenziosi. Ci chiede di aprire la bocca ed Egli la riempirà con le Sue parole. « Apri la tua bocca ed io la riempirò », dice Dio. Non saranno le mie proprie parole. " Io la riempirò ", dice Dio. Allora apri la tua bocca, ma che ne escano soltanto le parole del Signore perché avrai riempito il tuo cuore con le parole del Signore.

 

            In Proverbi 10, al versetto 11 : "La bocca del giusto è fonte di vita ." Il Signore ci dice : " Se utilizzi la tua bocca (che a volte è uno strumento tanto malvagio), per il mio servizio, essa sarà uno strumento meraviglioso, una sorgente di vita ". Gesù è la Parola. Ha creato tutto mediante la sua Parola, sostiene il mondo mediante la sua Parola, guarisce mediante la sua Parola, libera mediante la sua Parola, Egli fa tutto mediante la sua Parola che viene da un cuore ripieno d'amore, di verità e di grazia. Se siamo come Gesù con un cuore ripieno d'amore, di verità e di grazia, le parole che usciranno dalla nostra bocca verranno dal cuore del Signore. Saranno parole di Dio. Sarà una sorgente di vita ! Per l'eternità ! Perché sarà Gesù stesso a parlare tramite la nostra bocca e saranno delle parole di Dio per edificare, per lodare o adorare il Signore ! Non privartene. Apri la bocca, loda, adora e racconta le prodezze del Signore. Che sia anche per difendere i poveri e gli oppressi. Apri la bocca per loro, sì. Difendili.

 

            Un'altra opportunità di aprire la nostra bocca : il parlare in lingue. Se parli in lingue, parli a Dio e ti edifichi. In questo caso sei sicuro di non pronunciare discorsi malsani. Metti interamente la tua lingua al servizio del Signore. Più tempo passerai ad utilizzare la tua lingua al servizio del Signore parlando in Ispirito, parlando in lingue, più bene farai al Signore, a te stesso, e alla chiesa. Ecco un buon mezzo per utilizzare la tua lingua, è un mezzo che piace al Signore : parlando in una lingua celeste che il Signore ti dà. Nel tuo culto personale, là dove sei solo davanti a Dio, parla in lingue.

 

            Concludo leggendo 1 Timoteo 4, al versetto 12 : « Nessuno disprezzi la tua giovinezza, ma divieni esempio ai fedeli nella parola, nella condotta, nell'amore, nello Spirito, nella fede e nella castità." Ecco la conclusione di questa sera. Vuoi tu essere un modello per gli altri ? Sii un modello per i fedeli. Avete visto cosa dice per primo ? " Divieni esempio ai fedeli nella parola, nella condotta, nell'amore, nello Spirito, nella fede e nella castità". Dall''abbondanza del cuore la bocca parla. Se sei un esempio nelle parole, questo dimostra che è stato fatto un profondo lavoro nel tuo cuore per pulirlo, purificarlo di tutto ciò che potrebbe uscire in cattive parole. Se sei un esempio attraverso parole, vuol dire che Gesù abita veramente nel tuo cuore. Se desideri essere un esempio nelle parole, questo ti costringerà a lavorare in profondità nel tuo cuore. Cercherai il Signore affinché il tuo cuore sia purificato di tutto ciò che ne esce così spesso con parole cattive. Se sei un esempio attraverso parole, vuol dire che Gesù a lavorato tramite la Sua Parola nel tuo cuore. Egli ha lavorato mediante la sua Parola laquale è una spada a doppio taglio, per eliminare ciò che è carnale e lasciare ciò che è spirituale. Se la Parola del Signore ha fatto questo lavoro nel tuo cuore, la parola che uscirà dalla tua bocca sarà anche una spada, come la spada che esce della bocca del Signore in Apocalisse. Sarà una spada che dà la vita a tutti coloro che vogliono riceverla ed una spada che darà la morte a tutti i nemici del Signore. Lo farai come il Signore. Sarai come la Sua bocca e sarà Dio a mettere le Sue parole nella tua bocca. Amen ? Alléluia !